Giubbe Rosse

Giubbe Rosse

anomalie nel paradigma

"Quando mutano i paradigmi, il mondo stesso cambia con essi. Guidati da un nuovo paradigma, gli scienziati adottano nuovi strumenti e guardano in nuove direzioni. Ma il fatto ancora più importante è che, durante le rivoluzioni, gli scienziati vedono cose nuove e diverse anche quando guardano con gli strumenti tradizionali nelle direzioni in cui avevano già guardato prima. Dopo un mutamento di paradigma gli scienziati non possono non vedere in maniera diversa il mondo in cui sono impegnate le loro ricerche".
Thomas S. Kuhn

PERCHÉ IL GREEN PASS NON TUTELA SALUTE E SICUREZZA

Il Green Pass si fonda sull’assunto che guariti e vaccinati siano, in quanto tali, non contagiosi. Un assunto che non ha alcun fondamento scientifico, per non dire che è platealmente smentito da numerose evidenze contrarie. Per queste ragioni, il Green Pass non solo non è in grado “di garantire salute e sicurezza”, come richiesto dall’ormai famoso art. 4, comma 1, D.L. 44 del 1° aprile 2021, ma rischia addirittura di favorire focolai di contagio laddove coloro che ne fruiscono si convincano di non poter contagiare. Per contro, un accesso diffuso e facilitato ai tamponi costituirebbe l’opzione migliore ove si avesse davvero a cuore la salute pubblica, la sicurezza della cittadinanza e il ritorno a una situazione il più possibile prossima alla normalità.

MORTALITÀ NEI GIOVANI ADULTI IN ISRAELE DURANTE LA CRISI DEL COVID-19

Questo studio evidenzia un significativo aumento della mortalità giovanile in Israele nella fascia di età 20-49 anni in concomitanza con le campagne di vaccinazione Pfizer. A sostegno della possibile associazione tra vaccinazione e mortalità giovanile vi sono inoltre i dati osservati in altri paesi a elevato tasso di vaccinazione, come Ungheria, Inghilterra e Galles. Questo studio, che traduciamo integralmente dall’inglese, solleva serie preoccupazioni sull’opportunità di una vaccinazione di massa nei giovani fino a 40 anni, anche in considerazione del bassissimo tasso di letalità del Covid-19 in questa fascia di età, e dovrebbe suggerire una seria riflessione sull’approccio vaccinale adottato fino a oggi.

CATENE VIRALI

“Nessun nesso”. Il prof. Marco Cosentino illustra in modo lucido ed esaustivo come siano le regole stesse elaborate per i vaccini a rendere complesso, se non in qualche caso impossibile, stabilire un nesso di causalità tra effetti avversi e vaccini. Questo anche a prescindere dal ben noto problema dell’underreporting.

NESSUN NESSO

“Nessun nesso”. Il prof. Marco Cosentino illustra in modo lucido ed esaustivo come siano le regole stesse elaborate per i vaccini a rendere complesso, se non in qualche caso impossibile, stabilire un nesso di causalità tra effetti avversi e vaccini. Questo anche a prescindere dal ben noto problema dell’underreporting.

C’è stata una fuga di notizie dal laboratorio di Wuhan? Un’inchiesta non porterà alla luce la verità. Approfondirà l’inganno

Jonathan Cook è un giornalista e blogger britannico residente a Nazareth. Il suo articolo Was there a Wuhan lab leak? An inquiry won’t dig out the truth. It will deepen the deception, pubblicato un paio di giorni fa sul suo blog, è uno dei migliori che ci sia capitato di leggere negli ultimi mesi su questo tema: come i mainstream hanno trattato il tema dell’origine del virus dall’inizio della pandemia ad oggi, perché da qualche settimana la narrativa è improvvisamente cambiata (l’articolo è del 1° giugno, quindi anteriore ai Faucileaks) e, infine, perché dobbiamo diffidare della nuova narrativa ufficiale oggi non meno di quanto dovessimo diffidarne ieri nonostante l’apparente cambio di rotta di 180°.

DRAGHI: IL NUOVO METTERNICH INVIATO DA WASHINGTON

Che cosa ha detto Mario Draghi al Global Solutions Summit 2021: a) Il globalismo è un paradigma irreversibile. Problemi e conflitti si risolveranno sempre più in futuro con soluzioni globali, pianificate dall’alto da organismi sovranazionali. b) Dobbiamo vaccinare tutto il mondo, ma solo con vaccini a mRNA. Vaccinarsi diventerà d’ora in poi un gesto abituale. c) Lo spazio della sovranità è l’UE. Nessun margine per il ritorno alle sovranità nazionali. d) Con la Cina si deve dialogare, ma anche esigere un allineamento spontaneo all’Occidente. Draghi si conferma non solo l’uomo di Biden, ma anche il novello Metternich: il pompiere venuto a spegnere definitivamente l’incendio sovranista in Italia. E, forse, in Europa.

SMOKING GUN

Un recentissimo studio pubblicato appena tre giorni fa sulla rivista Clinical Infectious Diseases riporta per la prima volta la presenza di proteina spike, sia nella forma S1 (quella che si lega al recettore ACE2) che in quella S1-S2 (proteina completa), nel sangue di persone che sono state vaccinate contro il covid con il prodotto di Moderna, basato sull’RNA della proteina S di SARS-CoV-2. La proteina spike è alla base della ben nota reazione infiammatoria tipica del covid e la sua presenza nella circolazione sanguigna dopo vaccino, oltretutto con una variabilità interindividuale molto elevata, rafforza l’ipotesi che possa essere alla base delle reazioni avverse post vaccino. Questa nuova evidenza scientifica sembra smentire l’ipotesi, ventilata finora da più parti su base puramente speculativa, che la proteina spike non possa diffondersi nell’organismo dopo la vaccinazione e sembra confermare, invece, l’ipotesi contraria: che sia proprio la diversa quantità di proteina spike alla base della diversa risposta da un soggetto all’altro, sia in termini di efficacia che di effetti avversi.

I TRUCCHETTI DA PRESTIGIATORE DEL CDC: SI ABBASSA LA SOGLIA DELLA POSITIVITÀ A “CT≤28” PER I POST-VACCINATI

Il valore CT definisce in ultima analisi la positività o la negatività di un individuo testato. CDC ha stabilito che d’ora in poi la soglia per determinare la positività nei post-vaccinati sarà ≤28. In questo modo, molti vaccinati risulteranno “negativi” anche se presentano una carica virale bassa che, con una soglia più alta, li renderebbe automaticamente positivi. Questo abbassamento del valore CT suscita perplessità, considerato che in molti laboratori in Occidente e anche in Italia si continua a usare una soglia di 38-40, con la quale soggetti sani o con quantità trascurabili di RNA virale (quindi raramente infettivi) sono stati fino ad oggi considerati positivi.