Giubbe Rosse

Giubbe Rosse

anomalie nel paradigma

"Quando mutano i paradigmi, il mondo stesso cambia con essi. Guidati da un nuovo paradigma, gli scienziati adottano nuovi strumenti e guardano in nuove direzioni. Ma il fatto ancora più importante è che, durante le rivoluzioni, gli scienziati vedono cose nuove e diverse anche quando guardano con gli strumenti tradizionali nelle direzioni in cui avevano già guardato prima. Dopo un mutamento di paradigma gli scienziati non possono non vedere in maniera diversa il mondo in cui sono impegnate le loro ricerche".
Thomas S. Kuhn

DRAGHI: IL NUOVO METTERNICH INVIATO DA WASHINGTON

Che cosa ha detto Mario Draghi al Global Solutions Summit 2021: a) Il globalismo è un paradigma irreversibile. Problemi e conflitti si risolveranno sempre più in futuro con soluzioni globali, pianificate dall’alto da organismi sovranazionali. b) Dobbiamo vaccinare tutto il mondo, ma solo con vaccini a mRNA. Vaccinarsi diventerà d’ora in poi un gesto abituale. c) Lo spazio della sovranità è l’UE. Nessun margine per il ritorno alle sovranità nazionali. d) Con la Cina si deve dialogare, ma anche esigere un allineamento spontaneo all’Occidente. Draghi si conferma non solo l’uomo di Biden, ma anche il novello Metternich: il pompiere venuto a spegnere definitivamente l’incendio sovranista in Italia. E, forse, in Europa.

In Italia l’opposizione all’austerità supera il sostegno all’Euro

Una nuova crisi finanziaria, provocata dalla pandemia Covid-19, potrebbe portare l’Italia all’uscita dall’Eurozona? Lucio Baccaro, Björn Bremer ed Erik Neimanns presentano le prove di una nuova indagine sperimentale sull’atteggiamento degli italiani verso un salvataggio europeo e l’uscita dall’euro. La maggioranza degli elettori sceglierebbe di rimanere nell’euro se il piano di salvataggio non implicasse condizionalità, ma ci sarebbe una maggioranza a favore dell’uscita se il salvataggio fosse subordinato alle politiche di austerità.

Annalena Baerbock vista da Oskar Lafontaine

Con due velenosi post dal proprio profilo Facebook, Oskar Lafontaine, esponente di spicco dell’SPD negli anni 80 e 90, stronca la candidata dei Verdi tedeschi Annalena Baerbock, nuova stella dei mainstream tedeschi e del progressismo europeo. In particolare, preoccupano l’ex ministro delle finanze la russofobia, la sinofobia e la mancanza di scrupoli che la candidata verde ha mostrato fino ad oggi nei conflitti e nella politica di pressione contro Putin.

TIRATE FUORI I POPCORN: KARLSRUHE POTREBBE DECIDERE SUL RECOVERY FUND

di Wolfgang Münchau (EuroIntelligence), traduzione a cura di Giubbe Rosse Gli euroscettici tedeschi hanno combattuto da sempre varie politiche della BCE e dell’UE, ma questo è un caso potenzialmente interessante. Bernd Lucke, professore di economia tedesco e fondatore dell’AfD, sta portando una denuncia potenzialmente dirompente davanti alla corte per fermare la ratifica del Recovery Fund. … Leggi tutto

CHE COSA FARÀ DRAGHI? TRE SCENARI POSSIBILI

Intervistato da Lilli Gruber a Otto e mezzo, l’ing. Carlo De Benedetti dice che con Salvini e la destra al governo l’Europa ci chiuderebbe i rubinetti finanziari. Ha ragione. Occorre mettere da parte astio e risentimento e prendere atto della triste realtà.

ECCO LA CRIPTOVALUTA CHE SERVE

Secondo CoinMarketCap esistono ormai più di 7.800 criptovalute al mondo. Nuovi token spuntano ogni giorno, ognuno con una finalità e un background diverso. Quale criptovaluta potrebbe esserci utile esattamente? E quali caratteristiche dovrebbe avere? Guido Salerno Aletta prova a fare chiarezza

PERCHÉ DE BENEDETTI HA RAGIONE

Intervistato da Lilli Gruber a Otto e mezzo, l’ing. Carlo De Benedetti dice che con Salvini e la destra al governo l’Europa ci chiuderebbe i rubinetti finanziari. Ha ragione. Occorre mettere da parte astio e risentimento e prendere atto della triste realtà.

SULLE PROPOSTE DI CANCELLAZIONE DEL DEBITO PUBBLICO

In questi giorni ha fatto molto discutere la proposta di cancellazione del debito da Covid-19 lanciata dal presidente del Parlamento Europeo David Sassoli. Su questo tema riportiamo oggi il parere di Paolo Cardenà, private banker dei maggiori gruppi bancari italiani, socio cofondatore di una società di consulenza finanziaria, tributaria, fiscale e gestionale alle imprese, nonché … Leggi tutto

NEGAZIONISTI PER CASO

Le nuove misure restrittive che i governi europei si accingono ad adottare per far fronte all’emergenza Covid stanno suscitando vivaci proteste anche in Germania. Così come in Italia, il mondo dell’arte e dello spettacolo si accorge improvvisamente che la pandemia miete vittime non solo tra chi contrae il virus, ma anche e soprattutto tra chi viene obbligato per legge alla chiusura dell’attività e viene privato, in tal modo, della propria fonte di reddito e di sostentamento. Un risveglio tardivo che conferma non solo l’ormai ben noto distacco della classe intellettuale rispetto al resto della popolazione, ma anche il monadismo di una società sempre più verticale quanto più si illude di poter risolvere i conflitti per via orizzontale.

Europa e migranti: la montagna partorisce il topolino

Ad onta dei toni trionfalistici e delle aspettative da cui è stato preceduto, il nuovo “Patto sull’asilo e la migrazione” voluto da ursula von der Leyen e presentato ieri dalla vicepresidente Margaritis Schinas e dalla commissaria UE Ylva Johansson si rivela l’ennesima delusione per l’Italia. Nessun annullamento del regolamento di Dublino. Ma non poteva essere altrimenti: la redistribuzione di tutti gli sbarcati è una pretesa irrealistica e, per certi versi, anche ingiusta, che non verrà mai accolta. Piuttosto, in sede di trattativa con gli altri Stati membri si dovrebbe puntare sull’impegno a una gestione comune dei rimpatri. Un obiettivo molto più facile da raggiungere e, in prospettiva, molto più proficuo per l’Italia.