Giubbe Rosse

"Quando mutano i paradigmi, il mondo stesso cambia con essi. Guidati da un nuovo paradigma, gli scienziati adottano nuovi strumenti e guardano in nuove direzioni. Ma il fatto ancora più importante è che, durante le rivoluzioni, gli scienziati vedono cose nuove e diverse anche quando guardano con gli strumenti tradizionali nelle direzioni in cui avevano già guardato prima. dopo un mutamento di paradigma gli scienziati non possono non vedere in maniera diversa il mondo in cui sono impegnate le loro ricerche".
Thomas S. Kuhn

El País: la Spagna rinuncerà ai prestiti del Recovery Fund

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Secondo El País, che cita fonti del ministero dell’economia di Madrid, la Spagna rinuncerà per il momento a metà dei fondi del Recovery Fund. Dei circa 140 miliardi decisi a favore della penisola iberica e annunciati lo scorso luglio da Pedro Sánchez, la parte relativa ai prestiti rappresenta il 50%, pari a circa 70 miliardi. La Spagna sarebbe intenzionata per ora ad accettare solo la metà costituita da sovvenzioni a fondo perduto e a rinunciare alla prima, costituita da prestiti:

L'Esecutivo rinuncia per ora a quasi la metà di quella cifra, [...] chiede sovvenzioni dirette non rimborsabili, ma non chiederà - almeno a breve termine - i quasi 70 miliardi di prestiti. [...] Traduzione biblica: la Spagna vuole già, per il 2021-2023, i trasferimenti che non devono essere rimborsati, ma ora rifiuta di richiedere i prestiti - che alla fine comportano più debito - associati ai fondi europei. "La Commissione Europea permette di richiedere i prestiti fino a luglio 2023. Cosa si guadagna richiedendoli adesso? Lo faremo, se ne avremo bisogno, per il periodo 2024-2026”, ammettono fonti governative. La Spagna non è l'unico paese che sta ponderando il rifiuto dei prestiti: Portogallo e Italia sono nella stessa situazione e anche la Francia potrebbe arrivare a considerare di rinunciare a una parte dei fondi cui avrebbe diritto tramite prestiti.

Un ragionamento che non fa una piega e che pone giustamente gli interessi nazionali al di sopra della retorica europeista, così di moda sui mainstream italiani. El País cita tre principali ragioni che hanno portato la Spagna a questa decisione. In primo luogo, la PEPP, il programma di acquisti della BCE introdotto lo scorso marzo, ha ridotto al minimo i tassi di interesse pagati dai paesi dell’Eurozona sul proprio debito. Il Tesoro spagnolo e italiano hanno emesso questa settimana bond a interesse negativo. Tutto questo riduce fatalmente l’appetito per i prestiti UE, non importa quanto economici siano (lo stesso si applica ovviamente anche al Pandemic Crisis Support o MES sanitario, che la Spagna ha già dichiarato di non volere). L’altro principale motivo che starebbe spingendo la Spagna a rinunciare ai prestiti del Recovery Fund, secondo El País, è che la “nebulosa condizionalità associata ai fondi continua a essere un deterrente, così come il sospetto che prima o poi Bruxelles chiederà ancora una volta aggiustamenti ai paesi che hanno il loro debito alle stelle (e l’indebitamento di tutti i paesi del Sud Europa è superiore al 100% del PIL)”. Anche questo un rischio sottolineato ripetutamente da molti di noi a proposito del MES sanitario. Ultimo, ma non per ordine di importanza, “non è nemmeno chiaro se i paesi beneficiari abbiano la capacità amministrativa per spendere tutti quei soldi”.

Secondo El País, anche Lisbona starebbe seguendo lo stesso approccio:

Il premier portoghese, António Costa, ha dichiarato pubblicamente che il Portogallo rinuncerà ai prestiti che gli spetterebbero: accoglie le sovvenzioni dirette, ma chiederà i prestiti solo se strettamente necessario. Sánchez e il suo governo sono stati meno espliciti, ma nella versione preliminare del piano di ripresa inviata la scorsa settimana a Bruxelles è chiaro che anche la Spagna chiederà tutti i trasferimenti diretti e, per ora, nemmeno un centesimo in prestiti. Il ministero dell'Economia chiarisce che al momento ci sono solo piani per il 2021-2023 e per questo bastano i trasferimenti; il resto è da determinare. Moncloa sottolinea che la Spagna inizia con una sovvenzione non rimborsabile per i prossimi tre anni e aggiunge che ci sarà tempo per richiedere i prestiti (fino a 67,3 miliardi) se necessario. [...] Le fonti consultate evitano di fornire spiegazioni sui motivi di tale decisione. Ma è chiaro che il programma europeo - pomposamente soprannominato Next Generation EU, potrebbe essere vittima del suo stesso successo: “I tassi di interesse nella periferia sono scesi a causa dell'azione combinata del programma di acquisti di titoli sovrani della BCE e delle prospettive di ripresa che ha fornito il forte stimolo fiscale concordato dai Ventisette; ci sono meno incentivi a chiedere la parte del prestito, se i paesi emettono debito a tassi di interesse molto bassi ", afferma Lorenzo Codogno, ex segretario al Tesoro italiano.

Dopo le ammissioni del premier Conte ieri sera a proposito della pericolosità del MES sanitario, un’altra notizia che demolisce la retorica mainstream sull’effettiva entità e consistenza del Recovery Fund. Forse non avevamo tutti i torti a dire fin dall’inizio che il Recovery Fund è fuffa. A quanto pare, siamo in diversi a pensarlo oggi.

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