Giubbe Rosse

Giubbe Rosse

anomalie nel paradigma

"Quando mutano i paradigmi, il mondo stesso cambia con essi. Guidati da un nuovo paradigma, gli scienziati adottano nuovi strumenti e guardano in nuove direzioni. Ma il fatto ancora più importante è che, durante le rivoluzioni, gli scienziati vedono cose nuove e diverse anche quando guardano con gli strumenti tradizionali nelle direzioni in cui avevano già guardato prima. Dopo un mutamento di paradigma gli scienziati non possono non vedere in maniera diversa il mondo in cui sono impegnate le loro ricerche".
Thomas S. Kuhn

FARMACI ORFANI

Tutti pazzi per il molnupiravir. L’efficacia riportata consiste nella riduzione del 60% di ricoveri e decessi (dal 14,1% al 7,3%). Curiosamente 14% (virgola quattro, in quel caso) è anche il tasso di ospedalizzazioni nella casistica dello studio italiano che mesi fa ha portato all’attenzione delle cronache aspirina e FANS. La somministrazione precoce di questi farmaci riduceva quel 14% al 2,2%, quindi con un’efficacia relativa dell’85%, ben più, quindi, di questo nuovo antivirale. Ben venga un nuovo antivirale, ma farmaci di efficacia paragonabile, se non maggiore efficacia li abbiamo da sempre. Perché allora non vengono utilizzati nei protocolli, anzi, vengono ferocemente attaccati?

ANCHE LA GIUSTIZIA SI PIEGA AL NUOVO PARADIGMA – Che cosa ci insegna la surreale sentenza del TAR Friuli Venezia Giulia n. 261 del 10.09.2021

Con la sentenza 10 settembre 2021, n. 261, Il TAR Friuli Venezia Giulia ha rigettato tutti i motivi di ricorso proposti da una dottoressa, libera professionista, contro il provvedimento di accertamento di elusione dell’obbligo vaccinale (e contro ogni altro provvedimento connesso) assunto dall’Azienda sanitaria del Friuli occidentale (ASFO). Conviene, però, leggere attentamente il testo della sentenza per rendersi conto di come tali conclusioni siano fondate su presupposti fallaci, indimostrati o, nel migliore dei casi, scientificamente fragili. La giustizia sembra aver alzato le mani non tanto di fronte alla scienza, quanto piuttosto alle decisioni insindacabili delle agenzie regolatorie, le quali vengono ormai considerate le uniche vere rappresentanti della scienza, oltre che depositarie di una verità suprema. La giustizia non vuole o non sembra in grado, insomma, di interferire con quelli che sono diventati a tutti gli effetti i principi fondanti della società del nuovo millennio. Le “verità” vengono emanate da organismi sovranazionali inappellabili, il dissenso non è ammesso, indipendentemente dal merito.

QUALCOSA NON TORNA

Proporre il pagamento del trattamento ospedaliero per Covid-19 ai non vaccinati appare come una misura meramente politica fondata più su un istinto punitivo di risentimento e su un incomprensibile intento di diffondere a qualsiasi costo l’uso dei vaccini molto al di là di quanto possa essere scientificamente e razionalmente giustificato che non su solidi dati scientifici. Non è solo platealmente incostituzionale. L’idea si fonda anche su un assunto falso, in quanto la terapia intensiva non è affatto un’esclusiva dei non vaccinati. Il tutto risulterà probabilmente più chiaro tra un paio di mesi.

OGNI MATTINA UN “IMMUNIZZATO” SI ALZA E PENSA A COME TOGLIERE UN DIRITTO A CHI NON SI VACCINA

L’immunizzato, come lo hanno abituato a definirsi, è agitato. Non si gode la sua ritrovata libertà e sicurezza sanitaria. Al contrario, è preoccupato, sente che qualcosa non va come dovrebbe andare, ma non ha il coraggio di guardare fino in fondo all’abisso. E allora ecco che trova una risposta a tutti i suoi dubbi: la colpa è del no-vax, il nemico pubblico che mette a rischio la tenuta dell’intera società, il nuovo terrorista, la nuova Al Qaeda dopo l’11 settembre, l’ostacolo che si frappone al ritorno alla normalità, l’avversario da annichilire a qualsiasi costo, il nuovo Afghanistan da occupare. Finirà in un altro Afghanistan, ma da qui ad allora nessuno se lo ricorderà più.

PERCHÉ IL GREEN PASS NON TUTELA SALUTE E SICUREZZA

Il Green Pass si fonda sull’assunto che guariti e vaccinati siano, in quanto tali, non contagiosi. Un assunto che non ha alcun fondamento scientifico, per non dire che è platealmente smentito da numerose evidenze contrarie. Per queste ragioni, il Green Pass non solo non è in grado “di garantire salute e sicurezza”, come richiesto dall’ormai famoso art. 4, comma 1, D.L. 44 del 1° aprile 2021, ma rischia addirittura di favorire focolai di contagio laddove coloro che ne fruiscono si convincano di non poter contagiare. Per contro, un accesso diffuso e facilitato ai tamponi costituirebbe l’opzione migliore ove si avesse davvero a cuore la salute pubblica, la sicurezza della cittadinanza e il ritorno a una situazione il più possibile prossima alla normalità.

MORTALITÀ NEI GIOVANI ADULTI IN ISRAELE DURANTE LA CRISI DEL COVID-19

Questo studio evidenzia un significativo aumento della mortalità giovanile in Israele nella fascia di età 20-49 anni in concomitanza con le campagne di vaccinazione Pfizer. A sostegno della possibile associazione tra vaccinazione e mortalità giovanile vi sono inoltre i dati osservati in altri paesi a elevato tasso di vaccinazione, come Ungheria, Inghilterra e Galles. Questo studio, che traduciamo integralmente dall’inglese, solleva serie preoccupazioni sull’opportunità di una vaccinazione di massa nei giovani fino a 40 anni, anche in considerazione del bassissimo tasso di letalità del Covid-19 in questa fascia di età, e dovrebbe suggerire una seria riflessione sull’approccio vaccinale adottato fino a oggi.

DECOUPLING SOCIALE IN FASE AVANZATA. LA CHIAVE PER VINCERE? ORGANIZZARSI – Dalle manifestazioni al mondo parallelo

La società occidentale si sta ormai sfaldando in due grossi tronconi, un fenomeno che viene da lontano, ma che con la pandemia e la stretta autoritaria dei governi ha subito una forte accelerazione. La frattura sociale, il progressivo distacco di una parte della società dal blocco originario non è una scelta, ma la fatale conseguenza della crescente intolleranza del pensiero dominante verso ogni forma di pensiero non allineata e non assimilabile, l’inevitabile esito della negazione di una visione dialettica della politica, della scienza, della società. Preso atto che tale fenomeno è sempre più globale e probabilmente irreversibile, non resta che interrogarsi su come organizzare la resistenza e trasformarla nell’embrione di una nuova comunità capace di sopravvivere ai prossimi difficili anni attraverso reti interpersonali organizzate e ramificate sul territorio. Dire di no non basta più, in un’epoca in cui il dissenso non è più ammesso. Occorre dimenticare il passato e guardare avanti.

PFIZERLEAK

Che cosa rivela la pubblicazione del contratto firmato da Pfizer con l’Albania, che, con ogni probabilità, rappresenta solo la variante dello stesso modello di contratto imposto da Pfizer in tutto il mondo? Condizioni capestro per gli Stati firmatari, nessuna responsabilità per l’azienda farmaceutica, incluso il caso di ritardi nella consegna, costi legali scaricati interamente sul “beneficiario”, ma soprattutto l’ammissione del fatto che i vaccini possono causare effetti collaterali ad oggi non noti.

CATENE VIRALI

“Nessun nesso”. Il prof. Marco Cosentino illustra in modo lucido ed esaustivo come siano le regole stesse elaborate per i vaccini a rendere complesso, se non in qualche caso impossibile, stabilire un nesso di causalità tra effetti avversi e vaccini. Questo anche a prescindere dal ben noto problema dell’underreporting.